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Comunicato stampa dei Commercianti Sora SUD
I finanziamenti per la messa in sicurezza della ex discarica di Ara Frocella stanno diventando arena di scontro politico. Il consigliere Di Pucchio e l’intera UDC, a gran voce, vogliono che siano riconosciuti i loro meriti per i finanziamenti ottenuti. Una situazione comica che lascia sconcertati e pertanto va chiarita.
L’alto contributo non è stato concesso perché qualcuno è bravo in politica ma, perché alto è il danno che dalla ex discarica Ara forcella può provenire o è pervenuto. Perché c’è il pericolo di contaminazioni o sono in atto da tempo. Come ci illustra l’UDC i lavori saranno orientati ad “eliminare i problemi derivanti dall’eccessiva produzione di percolato”. Il percolato proveniente dalle infiltrazioni dell’acqua nelle discariche è formato quasi sempre da sostanze tossiche e nocive per la salute pubblica. Quest’anno il Ministero dell’ambiente spenderà nel Lazio cinque volte di più per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree SIN (siti di interesse nazionale) (discariche) che per la raccolta differenziata dei rifiuti.
L’ex discarica di Ara Frocella a Sora è uno dei tanti siti, emblema di una gestione malaccorta. Di chi la colpa? Certamente di tutta la classe politica italiana del passato che non ha saputo o voluto affrontare i problemi. Chi chiede il merito per i finanziamenti ottenuti, dovrebbe considerare che le discariche non sono una ricchezza ma, frutto dell’emergenza e del degrado amministrativo. E’ come se qualcuno investe un pedone con l’auto e poi gli chiede un ringraziamento per il risarcimento che otterrà e più alto sarà il risarcimento, più vorrebbe sentirsi dire grazie. Nel Lazio, l’emergenza rifiuti, ha provocato danni gravissimi. Quindi, non capisco i toni entusiasti, da parte degli amministratori del passato. Una parte di colpa dovranno averla pure loro?
Quanto costerà al contribuente l’emergenza rifiuti di circa dieci anni fa? Se con un milione e duecentomila € si attuerà la messa in sicurezza, quanto costerà la bonifica completa dell’area? Quanti danni nel frattempo avrà creato all’ambiente quel sito?
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