|
di Bruno Scittarelli, Sindaco di Cassino
L’emergenza rifiuti in Campania stimola inevitabili riflessioni sulla gestione del ciclo nel nostro territorio, in tutte le sue sfaccettature, non ultima quella delle bollette che pagano i cittadini. La situazione della Campania dovrebbe, in prima istanza, far emergere incontestabilmente che il nostro territorio è molto avanti e che, fortunatamente, riesce ancora a restare sotto la soglia dell’emergenza.
Ma questo non deve farci dormire sonni tranquilli, perché, al di là della pseudo solidarietà con la quale si vogliono stimolare le coscienze (non si capisce, ad esempio, perché i campani non vogliono i loro rifiuti nelle loro discariche mentre noi dovremmo averli; e perché dalla nostra sinistra si registra un silenzio “assordante” sul rischio di riapertura di Panaccioni o di aree limitrofe), l’emergenza è veramente dietro l’angolo, il territorio è già disseminato di mega discariche da bonificare ed i costi sono troppo alti. Ma andiamo con ordine.
Per leggere l'intervento completo clicca su "Leggi Tutto" .
L’emergenza è dietro l’angolo perché, come affermano i vertici regionali, ma soprattutto provinciali e lo stesso presidente SAF, il sistema attuale “è appena sufficiente a gestire i nostri rifiuti”, peraltro con risultati meno che modesti, non a caso è in corso l’adeguamento dell’impianto.
E’ dietro l’angolo perché la discarica di Cerreto, attuale sito utilizzato, sta per esaurirsi, anche perché, come ha dichiarato l’altro ieri il sub commissario regionale ai rifiuti “la produzione di RSU aumenta del 3% l’anno”, e questo deve farci ulteriormente riflettere per il futuro.
E’ dietro l’angolo perché da Colfelice è troppo bassa la percentuale di CDR trasferita al termovalorizzatore di San Vittore, è troppo bassa la percentuale di compost prodotto, ed è troppo alta la percentuale ridotta in sovvalli trasferiti a Cerreto.
E’ dietro l’angolo perché si differenzia poco. Questo sistema al limite del collasso crollerebbe dopo pochi giorni di “solidarietà” alla Campania. Occorre, quindi, un’inversione di rotta decisa che affronti il problema in maniera organica e, soprattutto, condivisa (Regione, Provincia, Comuni, cittadini), lasciando da parte la facile demagogia, che alberga solo nel territorio comunale di Cassino per evidenti e smascherati interessi politici. L’ottimizzazione rigorosa dell’intera filiera che gestisce gli RSU è la strada obbligata a cui ognuno di noi non può sottrarsi. La Regione Lazio e la Provincia di Frosinone, prima di chiedere solidarietà al nostro territorio, dovrebbero bonificare le decine di discariche con tonnellate di rifiuti, anche a cielo aperto, che ancora ci sono. A Cassino l’Amministrazione comunale è bersagliata da cittadini ed associazioni a causa delle bollette elevate.
Dopo aver premesso che in ottemperanza del Decreto Ronchi il costo del servizio RSU deve essere a totale carico del cittadino, è evidente che per abbassare tali costi bisogna attivare quel virtuoso meccanismo di gestione che coinvolge tutta la filiera. Per la parte che riguarda i comuni, l’obiettivo può essere raggiunto modulando diversamente il servizio e sollecitando i cittadini ad una maggiore coscienza ambientale. Ma intanto la Regione dovrebbe realmente erogare risorse adeguate per aiutare i comuni ad attivare una raccolta differenziata efficiente ma anche redditizia, anche perché se il costo dovessero sostenerlo i Comuni, cioè i cittadini, inevitabilmente le bollette aumenterebbero anziché diminuire.
Vorrei ricordare a coloro che pensano di risolvere il costo del servizio RSU con la raccolta differenziata che essa consentirebbe certamente la riduzione del peso dei Rsu conferiti a Colfelice, e quindi scenderebbe anche la cifra che il Comune paga alla Saf, ma chi pagherebbe gli enormi costi necessari per effettuare la raccolta differenziata (cassonetti, personale per il porta a porta, etc.)?
La raccolta differenziata va fatta, ma il costo non può gravare sui Comuni: è la Regione che deve finanziarla, il Comune deve adottarla ed il cittadino rispettarla.
Inoltre non si può volere una città pulita, una raccolta giornaliera dei rifiuti ed una bolletta ridotta.
Per rendere il concetto mi viene in mente una professionista cassinate che vive a Detroit, “indignata per le notizie che giungono dall’Italia in materia di immondizie che danno un’immagine negativa del nostro paese”.
E alla mia domanda specifica mi ha raccontato come funziona il servizio a Detroit: “ogni utente dispone di sacchetti colorati comprati a proprie spese (blu per carta, nero per umido ed organici, bianco per la plastica) oltre ad un contenitore di plastica, consegnato dal Comune, per alluminio, vetro, ecc.).
Una volta alla settimana, giorno ed ora stabiliti, l’utente lascia sacchetti e contenitore sul marciapiede per il passaggio della ditta che effettua la raccolta. E per evitare che i rifiuti organici nel frattempo emanino cattivi odori ci siamo attrezzati con appositi frigoriferi in garage. E, affinché il servizio funzioni, passano continuamente gli ispettori comunali che controllano e, se necessario, elevano multe salate”.
Questo evidenzia che ognuno deve fare la propria parte e che ber abbassare il costo del servizio è anche necessaria la riduzione del numero dei giorni di raccolta, senza voler arrivare al frigorifero in garage. Inoltre, come emerso nel corso dell’ultima Consulta dei Sindaci, la nostra provincia non può permettersi il lusso di avere ancora un sistema di gestione del ciclo dei rifiuti di tipo misto: l’impianto di Colfelice a capitale pubblico mentre il resto della filiera, termovalorizzatore e discariche, gli anelli redditizi, sono privati. Il pubblico deve appropriarsi di tutto il ciclo (raccolta, lavorazione, recupero, smaltimento ed incenerimento dei rifiuti); solo così sarà possibile arrivare realmente ad un abbassamento dei costi, anche perché questi costi, come impone il “Decreto Ronchi”, devono essere sostenuti interamente dai cittadini. Fu questo il motivo per il quale, nel 2006, fummo costretti ad attivare l’adeguamento Tarsu che abbiamo già nuovamente ridotto e contiamo di abbassare ulteriormente nei prossimi tre anni.
|