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da "Laboratori Educazione Ambientale" Acuto ed Isola del Liri:
Con “Le foglie N.58 – settembre 2007” i Laboratori di Educazione Ambientale di Isola del Liri ed Acuto aggiungono un'altra monografia alla ormai nota collana editoriale dedicata alle bellezze artistiche e naturalistiche della provincia di Frosinone. “Le grotte di Pastena”, questo il titolo ed il tema della nuova pubblicazione, è stata redatta da Silvia Agostini, che si è avvalsa del prezioso contributo offerto dal Consorzio delle Grotte di Pastena e Collepardo per il reperimento di testi e fotografie.
Scoperte nel 1912, le grotte si articolano in due diramazioni che, a partire dal salone d’ingresso, rappresentano il ramo “fossile” ed il ramo “attivo” delle grotte stesse. Nel primo - che si estende per oltre 880 metri in un susseguisi di sale ricche di stalattiti e stalagmiti - Rudiste, Foraminiferi e Gasteropodi hanno lasciato la loro impronta 80 milioni di anni fa, mentre tutto del paesaggio sotterraneo si presenta quale “testimonianza di antichi episodi di carsificazione di rocce carbonatiche”. Per contro, precisa la redattrice, il ramo attivo “costituisce la forma giovane della grotta, in corso di esalazione”, ed in cui il prevalere della fase freatica sottopone ancora la roccia all’azione meccanica e chimica dell’acqua. Ad una temperatura di 14-15°, le grotte non conoscono l’alternanza delle stagioni, mentre il tasso di umidità dell’aria si aggira facilmente intorno al 95%. Le particolari condizioni climatiche non compromettono ma anzi sembrano favorire la sopravvivenza di una folta colonia di pipistrelli, la cui presenza consistente ha fatto loro dedicare una delle più suggestive sale delle grotte: la Sala dei Pipistrelli. Ma ancora non possono non essere menzionate la Sala del Lago Blu, con le sue acque d’un azzurro intenso; la Sala del Salice Piangente, con una colonna che la natura si è divertita a plasmare simile ad un albero; o la Sala del Monte Calvario, in cui “un grosso deposito di roccia e di fango, staccatosi dalla volta, forma una collinetta su cui” – si precisa nel testo – “alcune stalagmiti sembrano raffigurare le tre Croci”. Fra tutte, spicca però la Sala delle Colonne, giudicata da molti la più bella e suggestiva per la serie di colonne formatesi dall’unione di ogni stalattite con la corrispondente stalagmite.
Accompagnando il lettore lungo il percorso turistico che il Consorzio delle Grotte di Pastena propone ai visitatori, la monografia curata da Silvia Agostini offre un’ampia panoramica dei fenomeni di concrezione, di cui le stalattiti e le stalagmiti sono solo le manifestazioni più evidenti e conosciute: le vele o cortine, generate dalla goccia che “prima di staccarsi per cadere al suolo, percorre obliquamente un certo tratto di parete”; le marmitte, “cavità (…) prodotte dal moto vorticoso delle acque, con l’aiuto dei ciottoli da queste trasportati nei tratti a forte pendenza”; le bolle di aria compressa, “tracce evidenti di cuscinetti d’aria che si sono formati quando la galleria veniva invasa dalla piena, e che impedivano all’acqua di venire a contatto con la volta in corrispondenza delle rientranze”.
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