di Gianni Fabrizio
Gli archivi ecclesiastici costituiscono beni culturali di primaria importanza, la cui peculiarità consiste nel registrare il percorso fatto lungo i secoli dalla Chiesa nelle singole realtà che la compongono. Negli archivi parrocchiali, in particolare, si conservano le testimonianze sulle attività pastorali degli enti, sulla storia e la cultura delle comunità; inoltre, negli anni antecedenti l’istituzione dell’anagrafe, i registri di battesimi, matrimoni e morti costituiscono l’unica fonte sia per gli studi di storia sociale che per le ricerche genealogiche. Un patrimonio archivistico non sempre di facile accesso e spesso in precarie condizioni, che richiede un intervento che garantisca la tutela, la conservazione e la fruizione. Per questo motivo la Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo ha rivolto da qualche anno la sua attenzione alla salvaguardia e alla valorizzazione degli archivi ecclesiastici.
Dopo il riordinamento e l’inventariazione dell’Archivio diocesano, nel 2007 la Diocesi ha aderito al “Progetto nazionale di inventariazione e riordinamento degli archivi ecclesiastici” della Conferenza Episcopale Italiana, dedicato alla tutela degli archivi parrocchiali: un patrimonio ancora poco conosciuto, che oggi si cerca di preservare e di presentare all’attenzione del pubblico. Il progetto è partito agli inizi del 2008 con il censimento dei fondi parrocchiali di pertinenza delle quattro diocesi della provincia di Frosinone ed è stato realizzato con la supervisione della Soprintendenza archivistica del Lazio e finanziato con il contributo della Regione Lazio e della Provincia di Frosinone. Si è così conclusa, nel mese di luglio, la prima fase dedicata al censimento di tutti i fondi delle parrocchie delle singole diocesi. Incaricate della realizzazione del progetto sono state Giovanna Coppola, Giulia Coppola, Irene Palombo e Romina Rea, tutte con una ricca esperienza di lavoro nel settore degli archivi e con un solido entusiasmo culturale.
Nella Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo il censimento ha interessato tutte le 92 parrocchie ad essa appartenenti per quanto riguarda la documentazione anteriore al 1930. Tale data è stata scelta, per le attese normative diocesane sugli archivi parrocchiali, come cesura tra archivio storico e archivi di deposito e corrente. Ad una prima, sommaria considerazione delle quantità, si ha un totale di 1500 unità archivistiche, disperse nei 92 archivi censiti. Se la gran parte di questo materiale è di epoca sette-ottocentesca, non mancano materiali precedenti, del cinque-seicento, mentre in una ventina di archivi esistono fondi pergamenacei antichi, alcuni dei quali piuttosto consistenti. L’utilità di un censimento come questo va ben oltre la mera quantificazione dei fondi documentari. La ricognizione effettuata rappresenta il presupposto per la programmazione di un piano di intervento che prevede in primo luogo il riordinamento e l’inventariazione. Inoltre esso servirà a segnalare alle unità preposte alla tutela di questo patrimonio e agli studiosi, la ricchezza documentaria in gran parte ignorata e poco conosciuta, al fine di accertare eventuali dispersioni, di salvaguardare il materiale superstite, di preventivare interventi di restauro e di programmare la realizzazione di locali idonei, forniti delle attrezzature necessarie. Oltre che per questa primaria esigenza di conservazione, si sono poste le basi per la possibilità di conoscere meglio la reale situazione del passato delle nostre comunità. I risultati del censimento saranno pubblicati in una Guida degli archivi ecclesiastici della provincia di Frosinone e, per evitare una forma di accesso unica, sarà disponibile anche un censimento informatizzato, propedeutico per la pianificazione di interventi futuri e assolutamente orientativo per gli studiosi.
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