dall'Ufficio Stampa di Miss Italia
SÌ ALL’EDUCAZIONE E AL DECORO..MA LA DIVISA È PROPRIO NECESSARIA?
MISS ITALIA COMMENTA IL MONDO DELLA SCUOLA, NEL QUALE TORNERÀ DOPO UN ANNO DI PAUSA.
Silvia Battisti non è solo Miss Italia 2007. È una ragazza che fa parte dei 2 milioni e mezzo di studenti degli istituti superiori. Ha 19 anni, deve frequentare ancora l’ultimo anno del Liceo Sportivo e quindi si troverà coinvolta direttamente nelle novità del Disegno di Legge approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri, su proposta di Maria Stella Gelmini.
“Il giro di vite nel mondo della scuole – afferma Silvia- è necessario. La mia generazione spesso non rispetta il ruolo dei docenti e neanche l’istituzione in sé: credo sia giusto quindi valutare anche il comportamento e penalizzare chi non rispetta le regole. Le maniere forti non servono, ma la scuola sta dimostrando di impegnarsi nel suo ruolo: educare e prevenire il disagio giovanile. Tutti gli episodi letti sulla stampa negli ultimi mesi, e visti su You Tube, si ripercuotono anche sulla nostra crescita e sulla nostra preparazione, perché minacciare professori, picchiare compagni disabili o allagare aule non significa certo imparare a vivere. Il divertimento, lo riconosco, per molti dei miei coetanei è superare i limiti, non rispettare le regole, andare oltre per sentirsi grandi…poi magari non sappiamo neanche quanti abitanti ha il nostro paese, o da chi e come viene diretto. Sono d’accordo, dunque, e grata - continua la miss veronese - per la reintroduzione dell’educazione civica, come materia scolastica, e per la card “Io studio”, che ci permetterà di usufruire di molte agevolazioni, a vantaggio della nostra cultura. Andare in giro per l’Italia, quest’anno - riflette Silvia - mi ha fatto capire molte cose: anche io prima non sapevo che cosa volesse dire appassionarsi della storia, dell’arte o della musica. Oggi dico: andare a teatro e non in discoteca, perché no? Noi giovani purtroppo non immaginiamo neanche quanto sia bella l’Italia e quanto poco la si conosca”. All’argomento ‘divisa’, Silvia storce un po’la bocca: “sono d’accordo, saremmo tutti uguali, senza discriminazioni, ma sinceramente non riuscirei a rinunciare alla libertà di scegliere che cosa indossare tutte le mattine. Nel mio liceo, ad esempio, non si può andare sbracciati, con top e canotte, ma le magliette devono avere le maniche corte. Quindi dico sì al decoro ma no alla divisa: un conto è non indossare pantaloni a vita bassa, scollature e magliette attillate, un altro girare in uniforme, tra gonnelline e cravattini o addirittura grembiuli”.
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