del Coordinatore di CittadinanzAttiva Domenico Di Maio
In una nota inviata il 26 settembre u.s. al presidente della Provincia di Frosinone Avv. Francesco Scalia – in qualità di Presidente della Consulta d’Ambito – ed a tutti i Sindaci della Consulta stessa, questa Associazione chiedeva l’annullamento, in autotutela, della Determinazione con la quale hanno disposto nel 2008 l’aumento delle tariffe per la fornitura dell’acqua con effetto retroattivo sin dal 1° gennaio 2006.
La VI Sezione del Consiglio di Stato – afferma Di Maio – nella sentenza del 9 settembre 2008 ha ribadito il principio della illegittimità degli atti amministrativi che, nello stabilire nuove tariffe per la fornitura dell’acqua, ne prevedono l’applicazione in via retroattiva. Pertanto, conclude la sentenza, le nuove tariffe possono essere applicate solo dalla data di emanazione dell’atto deliberativo della tariffa e la sua acquisizione di efficacia con la pubblicazione.
Con la nostra iniziativa auspicavamo un intervento immediato da parte del Presidente Scalia e/o dei Sindaci della Consulta affinché - attraverso una discussione aperta e libera da preconcetti – questi signori spiegassero a noi cittadini, in maniera chiara e trasparente, se l’applicazione retroattiva delle nuove tariffe è legittima o meno alla luce della sentenza richiamata. In questo modo al cittadino si sarebbe evitato il fastidio e l’onere di un ricorso agli organi di giustizia, mentre l’Amministrazione ne avrebbe guadagnato in termini di immagine, dimostrando attenzione reale e vicinanza alla esigenze del cittadino-utente.
Non avendo però ricevuto alcuna risposta – continua Di Maio – invitiamo i cittadini della nostra provincia a contestare le bollette inviate da ACEA ATO 5 S.p.A., perché è illegittimo applicare le nuove tariffe pubblicate nel 2008 retroattivamente di 2 anni. Noi comunque continuiamo a credere fortemente che la soluzione del problema debba essere politico. Non troviamo giusto il comportamento del Presidente Scalia e dei Sindaci della Consulta che, rifiutandosi di dare risposte collettive ad un problema che è collettivo, costringerà i cittadini, loro malgrado, a rivolgersi in massa all’autorità giudiziaria.
In una situazione di crisi economica e di dramma occupazionale come quella che sta vivendo la Provincia di Frosinone, ci saremmo aspettati da chi ci amministra maggiore attenzione e vicinanza ai problemi ed alle esigenze quotidiane dei propri concittadini.
Invece … il silenzio.!!! Forse, mantenendo un basso profilo in questa faccenda, questi personaggi – e la politica tutta -pensano di riuscire a salvare la faccia davanti al proprio elettorato. Come elettori, invece, pretendiamo dalla politica risposte chiare e puntuali e non atteggiamenti furbescamente pilateschi.
Auspichiamo – conclude Di Maio – che questo nostro appello possa illuminare i nostri amministratori e che comprendano che la logica del muro contro muro non è quella adatta per risolvere la questione. Naturalmente, se anche questo tentativo dovesse fallire, non ci resterà che ricorrere all’unica alternativa rimasta: quella giudiziaria. In quest’ultimo caso chiediamo ai nostri politici locali almeno di smetterla di ammorbarci, durante le campagne elettorali, con il solito slogan che immancabilmente campeggia sulle loro belle facce da manifesto … votaci perché siamo vicini alla gente!!! I fatti, in questo caso, purtroppo per noi, li smentiscono.
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