del Sindaco di Cassino Bruno Scittarelli
Desta notevole preoccupazione lo stato di grave difficoltà in cui versa la Provincia di Frosinone attanagliata da una crisi economica ed occupazionale oltre che dalla carenza di servizi e infrastrutture.
Lo affermano anche i dati statistici e le graduatorie stilate da importanti Istituti terzi come la CGIA di Mestre ed il Sole 24 Ore fotografando la situazione di difficoltà cui si aggiunge anche l’analisi della Federlazio che a nome delle piccole e medie imprese parla di “un quadro che tocca il punto più basso dal 2004 ad oggi”.
Ora, di fronte all’evidenza, anche dirigenti di primo piano del centrosinistra provinciale ammettono l’evidenza fino a dire: ”la nostra provincia ha quasi 500.000 abitanti e 99.453 iscritti alle liste di disoccupazione.
Questi dati rendono evidente la crisi che imperversa nella Provincia di Frosinone”.
Di fronte alla situazione di particolare difficoltà della Videocon di Anagni, il Presidente della Provincia, Francesco Scalia, si rivolge direttamente al Presidente Berlusconi chiedendo di intervenire “attivando ogni mezzo diplomatico per costringere la proprietà al rispetto degli accordi presi ufficialmente con le Istituzioni e le parti sociali”.
Siamo convinti che il Presidente Berlusconi interverrà, ma non sappiamo se potrà fare anche in questa occasione uno dei tanti miracoli che sta facendo a livello nazionale per rimediare ai disastri del centrosinistra.
Una cosa è certa, anche qui di disastri ne sono stati fatti tanti è la Videocon è solo l’ultimo esempio, al pari del completo sfascio della sanità pubblica in provincia.
Ggli scontri muro contro muro, cultura di certa sinistra, attivati da esponenti della Giunta provinciale, hanno irrigidito l’Ambasciata indiana che ha chiuso loro le porte in faccia.
Un esempio pericoloso, al pari dell’atteggiamento del Presidente Marrazzo e dell’assessore De Angelis che davanti ai cancelli delle fabbriche distribuiscono con grande leggerezza moniti e condizioni che hanno il sapore delle minacce solo allo scopo di fare propaganda facile ma senza costrutto.
La solidarietà agli operai in lotta è cosa giusta, ma agli atti formali devono seguire fatti concreti e questi possono essere perseguiti solo se le Istituzioni, come è doveroso sempre, e soprattutto in questi casi, si aprono al confronto e al dialogo rifuggendo da atteggiamenti alla Masaniello.
Queste vicende, purtroppo, sono l’ennesimo esempio del vuoto politico che accompagna il centro sinistra che governa la provincia e la Regione.
Ma come si può pensare di costringere capitali internazionali ad investire da noi se non si è in grado di mettere a disposizione in tempi rapidi o comunque accettabili le agevolazioni previste oltre che le infrastrutture e i servizi necessari?
Il Centro sinistra provinciale ha praticamente tenuto congelato il Consorzio ASI di Frosinone per lunghi anni, teatro di lotte di potere politico che non si sono placate neppure dinanzi al declino infrastrutturale del territorio.
C’è voluta l’istituzione del Cosilam per “ingelosire” i notabili del centro sinistra del nord della provincia e sbloccare finalmente la situazione.
Speriamo che almeno ora si comprenda che due ASI non rappresentano, come qualcuno sosteneva, “due debolezze”, ma due forze in sana competizione a beneficio di tutto il territorio provinciale che ha bisogno di tanto lavoro, e che esso può arrivare solo incrementando le infrastrutture, cosa che due ASI possono fare meglio incidendo meglio sul territorio.
E’ chiaro che nell’economia globale e di mercato pesa come un macigno anche la burocrazia e l’invadenza politica tanto care al centro sinistra; questo è uno dei problemi fondamentali su cui si deve misurare la classe politica locale.
Il centrodestra questo lo ha capito da tempo e le azioni del Governo risultano per questo particolarmente gradite agli italiani.
A livello locale, gli attuali detentori del potere a Frosinone e alla Regione, cercano di sfuggire ai veri problemi e tentano di mantenersi a galla con gli artifici della politica delle alleanze o di interdizione come nel caso di Cassino.
Succede così che si tenta persino di convincere un partito, l’UDC, tradizionalmente e culturalmente di centro destra, a rendersi disponibile per operazioni artificiose al solo scopo di abbattere quelle Giunte che non sono omologate al centro sinistra.
L’inconsistenza di questa politica è dimostrata da l fatto che il centrodestra si rafforza a Cassino e in tutta la provincia mentre chi semina vento raccoglie solo tempesta.
E bene ha fatto Adriano Piacentini a sgombrare il campo da inciuci e depistaggi affermando a chiare note che gran parte dell’UDC è coerente con la sua propensione verso il centrodestra, il PDL, e quindi esclude accordi con il PD.
Ma questo comportamento della sinistra non meraviglia di certo, quel che rammarica è che, in nome di un potere da conservare o agguantare, si blocca o si tenta di bloccare ogni possibile finanziamento che possa raggiungere la città.
Ovviamente queste politiche sono destinate ad avere il fiato corto a Cassino come nel resto della provincia.
Con la manifestazione di Ceccano abbiamo dimostrato che il PDL è fortemente unito anche a livello locale e quindi ci sono tutte le condizioni per affermare anche da noi la politica vincente del Governo nazionale.
La via maestra è una sola: lo sviluppo economico del nostro territorio.
Solo per questa via è possibile risolvere i problemi della gente e soddisfare tutte le esigenze emergenti.
Le forme assistenziali, utili solo a perpetuare il potere, hanno dimostrato tutto il loro fallimento e non sono più riproponibili.
Abbiamo di fronte a noi grandi problemi come l’occupazione, la gestione corretta delle acque, la gestione dei rifiuti, la qualificazione della sanità, la tutela dell’ambiente.
La sanità è certamente la priorità più grande per la provincia.
Il recente decreto del Commissario ad acta per la sanità, Piero Marrazzo, purtroppo va oltre i dolorosi tagli indifferenziati dei posti letto per acuti che, nella sua ampiezza, ben 262 nella Asl di Frosinone, portano la Provincia di Frosinone ancora più sotto della soglia minima di assistenza prevista dai parametri ministeriali.
Se aggiungiamo che nessun provvedimento si vede all’orizzonte per razionalizzare e riqualificare la rete ospedaliera, né per monitorare la complessa rete degli appalti per tutti i servizi esternalizzati, che producono inefficienze e grandi quantità di risorse finanziarie sperperate, il quadro è desolatamente completo.
Gli sprechi, l’incontrollata gestione degli appalti esterni, i doppi incarichi, ecc., sono le vie sicure per una sanità colabrodo che produce solo aumenti continui ed esponenziali del deficit finanziario.
C’è il concreto pericolo che non solo i provvedimenti di cui al decreto varato risultino inefficaci, ma che oltre alla decisione di introdurre pesanti Ticket sui farmaci (a proposito esponenti locali della Regione non avevano detto che mai e poi mai sarebbero stati reintrodotti i ticket?) debba essere necessario aumentare ulteriormente anche le addizionali IRPEF ed IRAP.
I bilanci familiari questo scempio non lo possono davvero sopportare.
Per questo siamo fortemente impegnati come amministratori e come forze del centrodestra per correggere queste assurde e inconsistenti politiche contro la gente.
E per i prossimi appuntamenti elettorali siamo fortemente impegnati a mandare a casa gli autori di queste scellerate politiche e riportare alla Regione e alla Provincia l’amministrazione del buon senso.
|