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da un'intervista al giornale "Il Tempo" del 09/10/2009
È una situazione di pericolo?
«È di allarme. L'attività sismogenetica che si sta sviluppando da più
di 15 giorni appare con le stesse caratteristiche di quella che si è
sviluppata nell'Aquilano».
Torna l'incubo?
«È un allarme alto. I sindaci e i responsabili locali devono chiamare
la Protezione Civile e gli esperti dell'Ingv per capire cosa succede».
I suoi strumenti cosa dicono?
«C'è un incremento di Radon non direttamente collegato con l'Aquilano.
La frequenza sismica in aumento è a Sud del nostro territorio e ci deve
mettere in allerta. Qualcuno si preoccupi della popolazione o accadrà
quello che è già accaduto. L'attività può sviluppare un forte
terremoto. Le scosse avvertite dalla popolazione sono maggiori rispetto
a quelle rilevate dall'Ingv. Secondo lei a chi bisogna credere?».
Cosa consiglia?
«Prepariamoci alle peggiori eventualità, visto che in Italia la
Protezione Civile arriva sempre dopo che è avvenuto il terremoto. I
cittadini si organizzino sin da ora affinché non li prenda nel sonno».
Quali sono i tempi per un possibile terremoto?
«C'è un continuo incremento di energia. I sismi potrebbero aumentare di forza e
potremmo non fare in tempo ad avvertire la popolazione. La gente, però,
se sente due o tre scosse nell'arco della giornata o le sente
ravvicinate e con intensità maggiore deve avere già la borsa sulla
porta per scappare fuori, perché si rischia un terremoto come quello in
Abruzzo.».
Giampaolo Giuliani non è solo un tecnico dell'Istituto di fisica dello
spazio interplanetario dei Laboratori del Gran Sasso. È anche l'uomo
che sembra aver previsto il terremoto dell'Aquila.
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