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di Francesca Petricca “Sono partiti e non sono tornati ma oggi sono qui con noi”: questa la suggestiva frase stampata sullo striscione di uno dei Gruppi dell’Associazione Nazionale Alpini che ha sfilato, per l’80ª Adunata Nazionale degli Alpini, domenica 13 Maggio lungo le strade di Cuneo. Una città ospitale in cui è fortemente sentita la presenza degli Alpini del 2° Rgt. di stanza presso la Caserma “Vian”; una città che è stata la culla degli Alpini e che, ancora oggi, continua a tramandare la gloriosa tradizione della montagna accogliendo calorosamente le numerose penne nere accorse al raduno con l’intento di testimoniare e rinnovare le tradizioni di valore e nobiltà dei “veci” e dei “bocia”, tutti legati da un eccezionale spirito di corpo, semplici, sempre affidabili, sinceri e capaci di una fedeltà assoluta, spesso testimoniata dal sacrificio della vita. In questo senso l’intervento del Presidente dell’A.n.a, Corrado Perona, che, celebrando l’Adunata a Cuneo, afferma di “voler onorare solennemente i caduti dell’eroica Divisione Cuneense e di voler ribadire che non si possono dimenticare quanti non sono tornati, coloro che sono nei nostri cuori; così come sono nei nostri cuori i cinque alpini del 2° Reggimento caduti in missione di pace in Afghanistan, vittime di attentati mentre portavano solidarietà”. A raccogliere l’invito a partecipare al suggestivo evento i genitori ed il fratello del Maresciallo Capo Luca Polsinelli, Emilio, Teresa ed Eugenio, e del Capitano Manuel Fiorito, presenti con commozione durante l’intera sfilata, alle spalle del Presidente del Senato Franco Marini. Commoventi gli interventi dei genitori che hanno dichiarato di voler esser presenti all’adunata “per il duplice motivo di voler vivere il mondo del caro Luca, quella dimensione in cui si è formato professionalmente e, al contempo, ricordare e rispettare la sua memoria”. Mamma Teresa, indossando fieramente il cappello con la penna nera di Luca, tradendo una forte commozione, afferma che “sicuramente il sacrificio di Luca non è stato vano perché la popolazione vuole l’affermazione della pace, di quella pace di cui i nostri ragazzi si fanno promotori a costo della loro stessa vita”.
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