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di Gianni Fabrizio
C’era tanta gente presso la chiesa di S.Giovanna Antida di Sora per l’ultimo saluto all’amico e collega Giovanni Magnone. Molti anche i giornalisti del territorio. Tutti hanno voluto essere vicini alla moglie Giovanna ed ai figli Franco,Oliviero,Anna Maria e Floriana, per esprimere loro la più sentita solidarietà. Non poteva essere diversamente, perché Giovanni è stato un autentico “maestro”. E maestro lo è stato veramente, sia come insegnante di scuola elementare che come giornalista pubblicista.
Così se n’è andato un altro pezzo della storia di Sora. Scrivendo e descrivendo gran parte degli avvenimenti locali, soprattutto degli ultimi cinquanta anni, della vita quotidiana dei sorani, della cronaca di tutti i giorni sia umana, sia politica che sportiva ed i vari avvenimenti che lo hanno visto attento osservatore ed obiettivo estensore di servizi. Ha testimoniato la sua originale professionalità su varie testate giornalistiche come collaboratore, corrispondente ed inviato de “Il Messaggero”, “Il Giornale d’Italia” “Il Tempo”, “ Avvenire”, l’ agenzia “ANSA”,di varie TV , di radio locali e periodici sportivi e di cronaca sorana.. Ma è stato sempre e comunque un autentico “sorano” che amava la sua terra e ne difendeva l’immagine e la sue radici più profonde. Ricopriva con signorilità e garbo l’incarico di presidente del “nucleo storico” dell’Associazione Sorana della Stampa, da lui fondata insieme a Gino Dell’Unto, Gioberto De Gregoris, don Domenico del Vecchio e Domenico Di Passio. Era lui che in occasione della festa del Patrono dei Giornalisti, S.Francesco di Sales , dopo la celebrazione della messa, ogni 24 gennaio, nell’incontro annuale con le autorità , rivolgeva un breve saluto richiamando l’importanza del ruolo del giornalista al servizio sempre della verità. Fino all’ultimo ha voluto “leggere” i suoi giornali. Ha sempre avuto a che fare prima con le penne ed i pennini ad inchiostro della sua vecchia scuola, quella di una volta , e dopo, fino alla fine, con l’inchiostro della stampa dei quotidiani. Non si è mai macchiato. E’ stato ed è rimasto sempre pulito. Ti dico grazie, anche con la preghiera, come collega pubblicista e maestro elementare in pensione.
Ciao, Giovanni!
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