 Il dialetto, mezzo espressivo e poetico per conoscere il vissuto e le tradizioni popolari.
Si è conclusa a Collepardo, in una piazza fittamente gremita, la prima edizione del Festival della Cultura Dialettale - Premio Collepardo - organizzato dal Comune, Proloco e associazione SIAM.
L'evento ha visto la partecipazione di poeti, attori, musicisti, che, in tale occasione, hanno presentato le loro composizioni inedite: poesie, canzoni e testi teatrali in dialetto. La manifestazione, tenuta a battesimo da molti ospiti che le hanno conferito lustro, è stata realizzata grazie ad un grande sforzo organizzativo, vista la vastità del territorio abbracciato, il grande numero di partecipanti da coordinare, l'impegnativo lavoro dedicato agli arrangiamenti delle musiche originali, composte per l'occasione dai maestri Giuseppe Magliocchetti (clarinettista-saxofonista ciociaro, big del panorama jazzistico internazionale, collaboratore di Cristian De Sica, Ermanno Olmi ed altri) e Giampiero Ritarossi, instancabile insegnante di fisarmonica. Alcuni testi dialettali sono stati composti dall'alatrense Carlo Grimaldi (voce solista, autore dei Cave canem e organizzatore di eventi artistici).
Ideatore e direttore artistico della rassegna è stato il creativo Giancarlo Pacitto (Presidente dell'Associazione tecnico-artistica SIAM), supportato da Ugo Iannazzi (ricercatore di cultura e tradizioni popolari, nonché coautore insieme a E.M. Beranger, del Museo e del libro "Gente di Ciociaria") in veste di consulente culturale. Molto importante è stato il sostegno della Pro Loco e del suo Presidente Giorgio Liberatori e dell'Amministrazione Comunale che, per voce del Sindaco Carlo Venturi e del Vice Sindaco Antonio De Sanctis, hanno dichiarato apprezzamento ed interesse a patrocinare in futuro tale indispensabile iniziativa a sostegno della cultura popolare.
Oltre agli interpreti, anche giovanissimi, esibitisi in forma singola o in gruppo, vi è stata la presenza di molti ospiti, tra i quali il maestro Natale Buraglia, esibitosi in dialetto vallecorsano, che ha anche presentato un brano, tratto dalla sua opera "Epos", scritta per ricordare le drammatiche vicende vissute dai suoi concittadini durante la 2a guerra mondiale e recitato magnificamente dall'attrice non professionista Adriana Sacchetti.
Il poeta Porfirio Grazioli, autore di vari volumi di poesie in dialetto trebano e presidente sia della Città dei ragazzi di Roma che del Circolo Trilussa, ha recitato una divertente poesia sul tema delle conseguenze di un impegno politico spinto all'eccesso.
Il multiforme artista Fulvio Cocuzzo, nella veste di poeta, musicista, autore teatrale, cantautore, burattinaio e fine conoscitore delle vicende storiche della Ciociaria, ha presentato nel dialetto di S.
Donato Val di Comino ed accompagnandosi con la chitarra, una serenata all'antica.
Altri illustri ospiti: i poeti Nino Cellupica di Fiuggi, Bruno Ceroli di Isola Liri, Armando Mimini di Anagni, che hanno vivacizzato lo spettacolo toccando di volta in volta le corde dell'ironia, della riflessione, della malinconia.
La giuria, composta tra l'altro da Marco Massimi (alatrense, ingegnere del suono RAI, affermato musicista con partecipazioni nelle orchestre di Ennio Morricone, a Sanremo e nella Big Band di Cristian De Sica), Tonino Carinci, libraio, Don Michele Ferri, in rappresentanza della Certosa di Trisulti, il giornalista Gigino Minnucci, attento cultore della lingua dialettale, e presieduta dall'attore e regista Sandro Morato, ha dichiarato i seguenti vincitori: - per la sezione poesia, Ennio Orgiti di Alatri e Giammarco Spaziani di Frosinone (ex aequo); - per la Sezione teatro, due ragazzi di appena 14 anni, Gabriele Tuni e Danilo Macciaccheri di Vico nel Lazio, preparati da Noemi Ceci e Giorgio Asteri; - per la sezione musica, il gruppo vocale formato da Marzia Celani, Ilaria Ceci, Alessia Rossi e Marco Ceci.
Toccante è stato il momento in cui si è ricordato, con un documentario presentato da Walter Culicelli, il regista di Collepardo Giacinto
(Gianni) Bonacquisti, scomparso lo scorso 8 agosto.
In futuro la manifestazione darà spazio anche alle performances di artisti consolidati, con seminari sul metodo ed i criteri impiegati nella scelta dei temi della ricerca, sia dal punto di vista tecnico-linguistico, che dei contenuti. Da qui la necessità, nelle prossime edizioni, di dedicare più giornate alla kermesse. Gli interventi hanno dimostrato l'importanza del dialetto quale prezioso strumento atto a veicolare, con varie espressioni gergali, il vissuto delle nostre popolazioni. Diventa oggi indispensabile preservare tali testimonianze, ben sapendo che, con la scomparsa di tanti mestieri, saperi e consuetudini, va sparendo anche tutto l'insieme di vocaboli che fanno parte di quel mondo e di quelle attività.
Ogni piccolo centro d'Italia ha la sua parlata, dalle variazioni espressive molto accentuate anche tra paesi limitrofi e con vocaboli talvolta di difficile comprensione, quasi mai inquadrati e strutturati in vocabolari dati alle stampe.
Scrivere o raccogliere oggi testi e pubblicarli, magari con la traduzione in italiano a fronte, diventa perciò un atto di difesa delle tradizioni locali attraverso l'autentico gergo antico, in un momento in cui nei nostri paesi prevale nettamente l'espressione italiana e si verifica il cedimento progressivo, non sempre necessario, verso espressioni di idiomi esteri.
Tramandare ai giovani la bellezza espressiva del dialetto, farli esprimere in esso, farli scrivere nei modi dei genitori e dei nonni è un esercizio di massima utilità, al di là dei vantaggi di tipo letterario, ma anche per il grande apporto nel campo delle scienze antropologiche, per mantenere in vita poesie, canti, espressioni, testi che ci raccontano con immediatezza le vicende dell'uomo di oggi e del passato, attraverso la sua viva voce.
I testi dialettali, soprattutto quelli d'epoca, possono diventare beni immateriali che danno significato e sonorità alle testimonianze del passato, in genere costituite solo dagli oggetti e dagli strumenti utilizzati dall'uomo, che, esposti nei musei delle tradizioni popolari, ci mostrano solo i loro caratteri materici, tecnologici, artistici, ma che, accompagnati da testi dialettali, ci raccontano anche il pensiero, le espressioni e la cultura storico-antropologica dell'uomo. Le foto saranno disponibili da settembre nel sito:
Per ulteriori informazioni:
Giancarlo Pacitto - Tel. 392 1554511
E-mail:
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