di Gianni Fabrizio
Alle 6,30 di martedì 23 giugno, quando partiamo da piazza Indipendenza, Sora è ancora vuota e silenziosa. Sembra più bella Sora così; a quest’ora ne sei padrone. C’ è, intorno, un’aria fresca, frizzante, pulita. Lassù, sulla collina della Madonna delle Grazie, quasi protetta dal castello di S. Casto, il cielo, con qualche piccola nuvola qua e là, è di un azzurro trasparente. Sì, proprio il colore di Napoli. Il nostro pulman parte in orario. Una rapida sosta al casello autostradale di Pontecorvo, solo per accogliere il gruppo di quella intera zona pastorale. A Napoli, ritroviamo un sole caldo. Il traffico appare sempre sostenuto; i mercatini sono già affollati; non mancano neppure le originalità e le atmosfere che sono caratteristiche di questi vicoli stretti e ricchi di un’ umanità unica e antica. Ma per noi oggi Napoli significa solo emozione, attesa, conoscenza. Siamo qui per un incontro speciale, molto speciale. Oggi è in programma il primo saluto diretto tra una rappresentanza della diocesi di Sora Aquino Pontecorvo con il nuovo vescovo, mons. Filippo Iannone, a tre giorni di distanza dalla notizia ufficiale della nomina. In via Donnaregina, nella zona della “Vicaria” alle spalle del Duomo, si innalza il palazzo della Curia. Lo raggiungiamo facilmente. La delegazione è guidata dai due Vicari Generali, mons. Bruno Antonellis e mons. Luigi Casatelli, dal Cancelliere Vescovile, don Mario Santoro ed è composta dai Vicari Zonali e dai Responsabili degli Ufficia di Curia e delle Istituzioni religiose e laicali della Diocesi. Ci fanno accomodare in una sala del secondo piano, intorno ad un lungo tavolo. Al centro tre grossi fari accesi. Con mons. Filippo Iannone sono diventati tre i vescovi di Sora con il nome “Filippo”: Filippo, nel 1260, Filippo Filonardi, nel 1608, ed oggi, nel 2009, Filippo Iannone. Uno ogni 400 anni circa. Alle 9,45 il nuovo vescovo di Sora arriva. Lo accogliamo con un caloroso applauso.
E’ sorridente e cordiale. Ora è qui davanti a noi “Chi” guiderà la Chiesa che è in Sora Aquino Pontecorvo, per i prossimi anni; una Chiesa in cammino di comunione, di servizio, di speranza. Mons. Iannone fa il giro del tavolo e saluta e abbraccia tutti. Chiede il nome e il ruolo di ognuno. Vuole conoscere particolari e dettagli. Subito il clima si fa familiare; subito ci sentiamo a nostro agio. Subito Lo sentiamo veramente già “nostro vescovo”. E’subito simpatia immediata e reciproca, e intesa profonda e sincera. A nome di tutti Don Bruno Antonellis Gli rivolge un indirizzo di saluto. Prende in prestito le indicazioni dal “Direttorio per il ministero - La vita dei presbiteri”, aggiungendo l’esultanza, l’unanimità dei consensi, la stima e l’affetto con cui l’annuncio della Sua nomina è stato accolto in Diocesi, nel territorio delle due province di Frosinone e L’Aquila. C’è il momento della consegna da parte di d. Bruno di numerose pubblicazioni riguardanti la nostra diocesi: una parziale “carta d’identità” culturale e sociale delle nostre realtà, così articolate e complesse. Mons. Filippo Iannone si è un po’ “ raccontato” con grande semplicità e umanità. Ne è emersa una figura tenera, cordiale, semplice, affabile, umile, con una forte carica umana. Sul tavolo il suo taccuino si è riempito di annotazioni, nomi, situazioni, esperienze. Il suo primo pensiero è stato un grande ringraziamento e riconoscimento per l’opera dei fecondi sedici anni di apostolato di padre Luca Brandolini. Non è poi mancato un Suo riferimento, Lui carmelitano, alla Madonna di Canneto, a Cesare Baronio e a S. Tommaso. ”Dopo il primo incontro con il nuovo vescovo, ci ha dichiarato Giulia Spalvieri, presidente diocesana dell’Azione Cattolica, l’impressione è certamente positiva. In particolare credo di aver colto questi aspetti fondamentali. Sul piano spirituale si denota una sua profonda ricchezza interiore. Sotto il profilo pastorale mons. Filippo Iannone si è rivelata una persona che ha maturato uno stile incisivo ed immediato che lo porta ad essere concreto ed essenziale. Di Lui colpisce la solarità e l’umanità degli atteggiamenti, sempre cordiali ed umili, e la capacità di sapere e voler “dialogare”, mettendo l’interlocutore a proprio agio. Ho colto anche l’ansia del Pastore, ha concluso Giulia Spalvieri, pronto ad “andare” con energia e fermezza, facendosi attento all’ascolto e al bisogno del mondo giovanile, degli ultimi ed ai problemi concreti sella società”. Mons. Filippo Iannone ha poi voluto consegnare il suo primo messaggio rivolto alla Chiesa locale. L’incontro ha segnato la prima tappa del lungo viaggio che porterà mons. Filippo Iannone, al grande abbraccio con la sua nuova diocesi. Incontrare “l’ex” vicario di Napoli è stato anche come ritrovare una persona che si conosce. Infatti non appena saputo della nomina, in molti abbiamo “navigato” su internet che ci ha regalato, a piene mani, immagini, video, notizie e suggestioni sul nuovo “vescovo sorano”. Alle 11,45, il saluto di commiato ed un arrivederci. Però a Sora, che si prepara ad accogliere, domenica 20 settembre, il suo 84° vescovo, mons. Filippo Iannone. La diocesi di Sora, Aquino e Pontecorvo, il popolo, il territorio delle provincie de L’Aquila e di Frosinone Gli vogliono già bene. Qui, da noi, mons. Filippo Iannone si sentirà sempre a casa Sua.
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