di Gianni Fabrizio
Sua Santità Benedetto XVI,su proposta del card. Josè Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi,nell’ apposita udienza concessa al Segretario di Stato, card.Tarcisio Bertone, ha dato mandato che la Causa di Cesare Baronio,”sia ripresa e portata avanti”. Un evento, atteso ed auspicato da tempo a Sora e in Diocesi. La notizia riaccende tante speranze ed inaugura una nuova stagione di impegni,di fermenti, di lavori, di ricerche, di studi e di preghiere per “la glorificazione del Venerabile Cesare Baronio,difensore fervido della Chiesa e della Verità”. Il 4° centenario del cardinale Cesare Baronio è stato sicuramente l’occasione,per la chiesa di Sora, Aquino e Pontecorvo, per la Confederazione dell’Oratorio, per gli storici, per il Centro di Studi Sorani “V. Patriarca” e per la Città,di una sincera “rivisitazione delle sorgenti” e del significato dell’opera e della statura dell’autore degli “Annales”.
Le recenti celebrazioni centenarie certamente hanno contribuito in maniera notevole alla ripresa della Causa di Beatificazione. Così il “Rescritto” della Congregazione per le cause dei santi ha reso ufficiale la decisione con la quale papa Raztinger ha disposto che “ad ulteriora procedatur”, cioè che il procedimento “sia ripreso e portato avanti”. “Ma è evidente che nulla può sostituire l’impegno delle Congregazioni Oratoriane e della Chiesa Sorana nel diffondere la conoscenza di questo insigne figlio dell’Oratorio e di Sora e nel favorire la fiduciosa preghiera dei fedeli affinché il Signore si degni di concedere grazie per intercessione del Venerabile e l’auspicato miracolo,requisito indispensabile per la glorificazione del grande Baronio da parte della Chiesa”. Padre Gontrano Tesserin,della Congregazione dell’Oratorio,Postulatore della Causa del Baronio, tanto si è prodigato in questi mesi nello svolgimento del suo ufficio ed i risultati si stanno ottenendo. Un cammino,allora,che continua, che riprende,che assume maggiore vigore, forza e vitalità, per raggiungere il traguardo della “santità”.”Ad ulteriora procedatur”,ha invitato il papa. Vuol dire che il sorano Cesare Baronio ,”il santo senza candele” potrà,ci auguriamo il più presto possibile, averne tante sugli altari e … accese per sempre. Un culto che per molti è già preghiera quotidiana e profonda devozione. La recente e definitiva sistemazione delle Reliquie di Cesare Baronio nella Cappella di S. Carlo della “Chiesa Nuova” alla Vallicella rappresenta,di certo, un segno profetico e significativo. Cesare Baronio non si è mai smentito nella sua statura di “santo non ufficiale” e di maestro di “santità”, pur nella varietà e nella complessità delle situazioni e dei ruoli che lo videro protagonista, da ben quattrocento anni. Sempre emerge una sua speciale pedagogia rafforzata da autentica ”santità” e testimoniata con i gesti di una vita di continuo servizio, semplice ed essenziale, umile , generosa e silenziosa, propria di un vero e “obbediente” operatore di “pace”. Papa Giovanni XXIII, da giovane sacerdote, così si espresse:”Il cardinale Cesare Baronio mette in luce la sua santità, che non consiste in qualcosa di esteriore,ma è un sapersi annientare costantemente,distruggendo dentro e intorno a sé ciò in cui altri cercherebbe argomento di lode innanzi al mondo;dare tutto,sacrificarsi per il bene dei fratelli e,nell’umiliazione,seguire fedelmente le vie segnate dalla Provvidenza,che conduce le anime elette al compimento della propria missione;e tutta la sua santità sta qui”. Grande soddisfazione ed intensa gioia sono state espresse dal Vescovo di Sora,padre Luca Brandolini,da padre Edoardo Aldo Cerrato,Procuratore Generale della Confederazione dell’Oratorio,dal preside Luigi Gulia,presidente del Centro di Studi Sorani “V. Patriarca” e dal preside Claudio Basile,direttore della Biblioteca Diocesana “C. Baronio”. Il cardinale sorano,dunque,potrà essere proclamato “santo”. Per molti,Cesare Baronio,“l’Eusebio dei tempi moderni”,il”tralcio più schietto” di S. Filippo Neri,il “quinto evangelista”,”il santo senza candele”, “l’occhio della Chiesa”, “santo” lo è già.
“Ci credevo. Ci speravo. Sarà Beato”
di Claudio Basile
Io ci credevo. Ci speravo. Poi la certezza. La notizia ufficiale, grazie a padre Edoardo Aldo Cerrato, è apparsa sul sito internet della Congregazione dell’Oratorio: la causa di beatificazione e di canonizzazione del venerabile servo di Dio, cardinale “Cesare Baronio”, riprende e viene portata avanti per volontà di Benedetto XVI. Una conferma che attendevamo da tempo e sicuramente porterà frutti in abbondanza. Una certezza che parte da lontano, dal giorno della stessa nascita di Cesare Baronio, attraverso un itinerario di vita, percorsa sempre con umiltà, dedizione, semplicità, cultura e …santità. Perciò salire sugli altari rappresenta l’ ideale conclusione del passaggio terreno del cardinale Cesare Baronio formatosi alla scuola oratoriana di S. Filippo Neri , sempre fedele ai suoi insegnamenti ed alla Chiesa. Con la mente sono tornato indietro. La memoria mi ha riproposto gli avvenimenti, i fatti, le iniziative, le azioni, le attese e le speranze che da sempre la Chiesa locale di Sora ha manifestato per raggiungere un traguardo così alto per il “nostro Cesare”. Quante occasioni di dialogo, di discussione, di studio, di sollecitazioni, di auspici e di preghiere dai tempi di mons. Biagio Musto. E così con tutti i vescovi di Sora che si sono succeduti alla guida della Diocesi: mons. Carlo Minchiatti, mons. Lorenzo Chiarinelli ed oggi, padre Luca Brandolini. Ognuno portato fermamente a credere nell’avverarsi di un evento adesso sempre più possibile. Come sorano ho da sempre ammirato Cesare Baronio. Ho così compreso le motivazioni dell’interesse verso Baronio da parte della Chiesa, di papa Giovanni XXIII in particolare, di tante personalità e di semplici cittadini. I convegni sorani sul Baronio, curati dal preside Luigi Gulia per conto del Centro di Studi Sorani “V. Patriarca”, di volta in volta, mi aprivano la mente ed il cuore. Mi convincevo sempre di più della “santità” di Cesare Baronio. E poi, lasciatemi esprimere la mia autentica soddisfazione, per una motivazione tutta personale e sentimentale: sono stato preside dell’I.T.C. di Sora “C. Baronio” per tanti anni, ed ora sono direttore della Biblioteca diocesana a Lui intitolata. Insomma “Cesare Baronio”, ha segnato tanti momenti fondamentali anche della mia crescita umana e cristiana.
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