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La Sala Consiliare del Comune di Sora ha ospitato sabato 27 settembre un Convegno dal titolo: DALLE RADICI DI UNA COMUNITA’ LA DEMOCRAZIA DELLA REGIONE. Ad una prima lettura il titolo aveva un sapore criptico, ma ad una lettura più attenta balzava evidente il filo conduttore fra tradizione, democrazia e il significato della democrazia e della tradizione rispetto alle scelte della regione.
Convegno di alto livello per i temi trattati e per individuare le interdipendenze fra i fattori in giuoco, a cui hanno dato il loro contributo ospiti e relatori ugualmente di alto livello.
Fra gli ospiti davano risalto al convegno il Prefetto S.E. Piero Cesari e il Vescovo Mons. Luca Brandolini, come dire un gradito incontro fra Stato e Chiesa. Altri ospiti l’Ass. Roberto Di Ruscio, e una nutrita rappresentanza delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. Presentava con la consueta semplicità e disinvoltura Ilaria Paolisso.
I relatori i tre Prof.ssori Silvana Casmirri docente di storia moderna dell’Università di Cassino, Antonio D’Antò direttore del Conservatorio “Licino Refice”e Capelli preside della facoltà di scienze motorie a cui si aggiungeva l’on. Wanda Ciaraldi anche nella veste di presidente.
Dopo gli indirizzi di saluto del Prefetto, del Sindaco , dell’Assessore, che stigmatizzavano i valori della democrazia, il Vescovo richiamava le radici cristiane come fondamentali delle nostre tradizioni e della nostra cultura.
Introduceva il tema del convegno l’on. Wanda Ciaraldi, che, dopo aver spiegato l’assenza dell’On. Marrazzo, che peraltro inviava un contributo scritto, illustrava con passione la situazione del Lazio e i risultati raggiunti dalla regione, con accenti di grande partecipazione riguardo ai gravi problemi che angustiano le categorie più deboli.
La Prof.ssa Casmirri illustrava con puntualità e rigore le vicende legate alla discussione del decentramento regionale in sede di Assemblea Costituente, tracciando poi il percorso fino ad arrivare all’anno ’70 , quando le regioni divennero operanti .
Con grande maestria tracciave i profili politici e le vicende di uomini che hanno fatto la storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi, con particolare attenzione allo scontro fra DC e PCI e alle rispettive posizioni riguardo al decentramento.
Il Prof D’Antò introduceva gli studi sulle trsdizioni musicali delle nostre terre, precisando che rispecchiano i tempi del canto gregoriano e qui tornano le tradizioni cattoliche come parte integrante.
Illustrava magistralmente la figura e l’opera di Luigi Colacicchi, il padre della ricerca delle tradizioni musicali ciociare, da cui traeva spunto per illustrare un esperimento in cui la tradizione si salda con il presente e traguarda al futuro, ipotizzando concerti in cui , su partiture appositamente composte, si cimentino insieme strumenti pastorali, quali zampogne e ciaramelle, con una formazione di archi.
Al termine guidava l’ascolto di un canto della tradizione ciociara, bello e melodico come un mottetto a cappella.
Il prof. Capelli illustrava la facoltà da lui diretta, la sua formazione particolare , in quanto nata all’interno del dipartimento di Lettere per cui manteneva contenuti culturali, sociologici e storici accanto a materie proprie del ramo.
Individuava nel camminare la saldatura con la tradizione pastorale e contadina e con esperienze proiettate verso il futuro in cui il camminare, modulato secondo attitudini e necessità diviene fattore favorente la salute.
Rivendica alla laurea di secondo livello della sua facoltà di creare una figura nuova di specialista dell’ attività fisica , che è allo stesso tempo allenatore, terapista, tecnico della salute, promossa attraverso attività fisica come alternativa alla medicalizzazione della terapia.
Chiudeva l’on. Ciaraldi che si compiaceva per le brillanti relazioni e auspicava che esperienze quali quella odierna proliferassero sul territorio.
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