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“MI SENTO SORANO PER L’AMICIZIA CHE QUI HO TROVATO”
Il riconoscimento della vivacità culturale del Centro di Studi Sorani “V. Patriarca”
di Gianni Fabrizio
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I luoghi della “memoria” baroniana gli sono diventati familiari: il santuario di Valleradice, la chiesa di S.Bartolomeo; praticamente, l’intero territorio di Sora. Peccato solo che non abbia potuto ammirare, come era in origine, la vecchia, cara “Torrevecchia”. Ma l’ha vista come è, oggi.
Padre Edoardo Aldo Cerrato, Procuratore Generale della Confederazione dell’Oratorio e successore di Cesare Baronio, si sente a tutti gli effetti “sorano” ed “amico” di Sora. Uno di noi, insomma.
Il convegno “Baronio e le sue fonti” è terminato da poco e padre Edoardo Aldo Cerrato ne è stato protagonista attivo ed interessato.
Gli chiediamo di parlarci di questo “anno baroniano” e della sua esperienza “sorana”.
Accoglie volentieri il nostro invito. Propongo di incontrarci, prima del suo rientro alla “Vallicella”, in piazza Palestro, all’ombra del grande monumento innalzato a Cesare Baronio, opera dello scultore Pino Conte, inaugurato il 27 ottobre del 1963, in pieno Concilio Ecumenico “Vaticano II”, indetto da papa Giovanni XXIII, grande estimatore del cardinale sorano.
Padre Cerrato ha una sincera ed ammirata devozione per Cesare Baronio. Sono presenti, insieme a noi, discreti e molto attenti, i collaboratori del Servizio Civile e della Segreteria del Convegno, Claudia Farina, Claudia De Ciantis, Rosamaria Ferri, Maria Salvatore, Romina Rea e Claudio Pompilio della Biblioteca Diocesana.
Il Procuratore dell’Oratorio subito ci dice che Cesare Baronio “ fu novizio di S. Filippo Neri ed il suo tralcio più schietto, con un’umiltà ed una convinzione commoventi”. Con un’espressione pacata, convinta ed attenta, così continua: “Si deve sapere che quando nel settembre del 2005, espressi alle Congregazioni della Confederazione Oratoriana l’intenzione di dare alle celebrazioni del IV centenario il rilievo che Cesare Baronio merita, non immaginavo quali e quante manifestazioni di interesse il centenario avrebbe avuto, anche al di là dei confini del nostro Istituto”.
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Quale Perchè prima "tanto silenzio", e per molto tempo, sul Baronio?
“E’ vero che del Baronio già da tempo non “si taceva”; il “silenzio” sul Baronio – rilevato da don Giuseppe De Luca nell’introduzione del 1961 alla ristampa di un lavoro giovanile di Angelo Giuseppe Roncalli, divenuto nel frattempo Giovanni XXIII – era stato, almeno in parte, superato. Ed al Centro di Studi Sorani, con i suoi Convegni e pubblicazioni, va riconosciuto in questo ambito un notevolissimo merito. A questa Istituzione, innanzitutto, e al suo presidente Luigi Gulia desidero rivolgere perciò il più vivo ringraziamento della Confederazione dell’Oratorio anche per il Convegno “Baronio e le sue fonti”.
Chi è per voi dell'Oratorio, oggi, Cesare Baronio?
“Cesare Baronio è per noi dell’Oratorio, prima di ogni altra dovuta considerazione, il discepolo di Filippo Neri, plasmato alla sua scuola di santità e formato ad una azione apostolica che si esercitò anche mediante lo studio e la ricerca.
Grazie a lui, soprattutto, la cultura storica, presente fin dagli inizi nell’Oratorio filippino, è divenuta caratteristica del nostro Istituto. Ma gli Oratoriani che in essa si sono distinti, mai hanno perduto di vista la dimensione apostolica di un lavoro storiografico serio ed onesto.
Così avvenne, infatti, fin dagli inizi della storiografia ecclesiastica, quando Eusebio di Cesarea compose la prima storia della Chiesa, come ricordava recentemente Sua Santità Benedetto XVI in un discorso del passato 13 giugno”.
Ci può citare il senso dell'intervento del papa?
«Ci possiamo chiedere , disse il papa, come [Eusebio] abbia strutturato e con quali intenzioni abbia redatto questa opera nuova. All’inizio del primo libro lo storico elenca puntualmente gli argomenti che intende trattare nella sua opera : la successione degli Apostoli come ossatura della Chiesa, la diffusione del Messaggio, gli errori, poi le persecuzioni da parte dei pagani e le grandi testimonianze che sono la luce in questa Storia. In tutto questo per lui traspaiono la misericordia e la benevolenza del Salvatore. Eusebio inaugura così la storiografia ecclesiastica , facendo esplicito riferimento alla “misericordia” e alla “benevolenza” del Salvatore. Possiamo cogliere la prospettiva fondamentale: la sua è una storia “cristocentrica”, nella quale si svela progressivamente il mistero dell’amore di Dio per gli uomini.”
Quale altra caratteristica emerge dalle parole di Benedetto XVI?
Balza così in primo piano un’altra caratteristica, che rimarrà costante nell’antica storiografia ecclesiastica: “l’intento morale” che presiede al racconto. L’analisi storica non è mai fine a se stessa; non è fatta solo per conoscere il passato; piuttosto, essa punta decisamente alla conversione, e ad una autentica testimonianza di vita cristiana da parte dei fedeli. "C’è un mistero", non si stancava di ripetere quell’eminente studioso dei Padri che fu il Cardinale Jean Daniélou: "Il mistero è quello delle opere di Dio, che costituiscono nel tempo la realtà autentica, nascosta dietro le apparenze… Ma questa storia che Dio realizza per l’uomo, non la realizza senza di lui. Arrestarsi alla contemplazione delle ‘grandi cose’ di Dio significherebbe vedere solo un aspetto delle cose. Di fronte ad esse sta la risposta degli uomini". A tanti secoli di distanza, anche oggi Eusebio di Cesarea – concludeva Benedetto XVI – invita i credenti, invita noi, a stupirci, a contemplare nella storia le grandi opere di Dio per la salvezza degli uomini. E con altrettanta energia egli ci invita alla conversione della vita».
Sono state tutte di rilievo le manifestazioni organizzate in onore di Cesare Baronio?
“Il ricordo del Card. Baronio nel IV centenario della morte è stato celebrato con manifestazioni religiose e culturali, molto partecipate e di alto profilo, non solo a Roma, la città che lo vide attivo dall’età di non ancora vent’anni fino alla morte, e a Sora, patria del grande storiografo, ma in vari altri luoghi d’Italia e del mondo dove sono presenti le Congregazioni dell’Oratorio.
Le celebrazioni religiose hanno avuto momenti forti il 29 settembre 2006, quando in S. Maria in Vallicella l’anno centenario è stato inaugurato, il 15 gennaio, in occasione della Giornata pro beatificazione, in maggio, durante l’annuale visita delle Sette Chiese, il 30 giugno, anniversario del “dies natalis”, celebrato solennemente con la presenza del Card. Angelo Sodano, Decano del S. Collegio e di numerosi Cardinali e Vescovi.
Tra le manifestazioni ricordo il Convegno delle Università romane, celebrato a Roma il 25-27 giugno, questo recentissimo di Sora, dal 10 al 13 ottobre, e diverse giornate di studio in varie città.
Tutte queste manifestazioni hanno messo in luce del grande Baronio l’ampia cultura, frutto di studi e di ricerche nelle quali egli ha impegnato le proprie energie, la dedizione intelligente con cui ha composto la sua opera più illustre, gli “Annales Ecclesiastici”; ma hanno evidenziato anche la santità della vita di colui che si pose alla scuola di S. Filippo Neri e rimase, fino alla fine, umile discepolo del santo, disposto a crescere nella fede e nelle virtù”.
Un suo giudizio su come si è comportata Sora, per ricordare il suo figlio più illustre.
“Sora, in particolare, ha celebrato il grande concittadino con significative manifestazioni. Già ho ricordato il Convegno Internazionale, ma come dimenticare, fra i vari momenti commemorativi, il “ritorno” del Baronio nella sua città, dopo quattro secoli? Indimenticabile – anche per me – la celebrazione al santuario di Valleradice, il 7 settembre scorso, e quella in S. Bartolomeo, la chiesa del Battesimo di Cesare Baronio.
Sento il dovere di ringraziare la Città e la Chiesa Sorana per la sensibilità dimostrata; lo faccio salutando con cordiale deferenza il Vescovo, mons. Luca Brandolini e il Sig. Sindaco, on.le Cesidio Casinelli. Ringrazio anche il sindaco di Veroli, Giuseppe D’Onorio ed il direttore della Biblioteca Diocesana “Cesare Baronio”, preside Claudio Basile.
Sento soprattutto il dovere di riaffermare quanto ho detto nel saluto al Convegno: i grandi studi sul Baronio, ripresi a partire dagli anni ’60 e ricchi di frutti, hanno avuto ed hanno nel “Centro di Studi Sorani “V. Patriarca” e nel suo Presidente, il preside Luigi Gulia, il centro propulsore. La Congregazione dell’Oratorio serba una gratitudine commossa per queste iniziative che onorano il Baronio, Sora, ma anche l’Oratorio di S. Filippo Neri.
Ho il piacere di dire, da queste pagine di Avvenire, un grazie davvero cordiale; e, se mi è permesso, di aggiungere che mi sento “sorano” per l’amicizia che a Sora ho trovato e per la vivacità culturale che mi ha affascinato”. Siamo noi che ringraziamo padre Edoardo Aldo Cerrato, “amico” vero e ormai cittadino…onorario di Sora.
E poi lassù, dall'alto del suo piedistallo, ci sembra che anche Cesare Baronio, con la solita umiltà, sia rimasto contento e soddisfatto.
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