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di Gianni Fabrizio
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foto di Marco Schirinzi
Le pietre…, le pietre della Cattedrale di Sora;
le pietre megalitiche dell’Istituto S. Tommaso;
le pietre di accesso alle sale consiliari dei comuni di Veroli e di Sora;
le pietre del palazzo della Biblioteca Giovardiana di Veroli;
le pietre della chiesa di S.Domenico.
Sono state “queste pietre”, permeate di storia, di cultura, di eventi, di avvenimenti, di terremoti, di memorie, di scelte, di pensieri, di azioni, di sentimenti, la cornice migliore del Convegno internazionale “Baronio e le sue fonti”.
Le pietre e anche le mura che si sono aperte e dilatate ad un’esigenza di scavo e di approfondimento, in linea con un’analisi storica e umanista che ci sta consegnando la figura del Baronio sempre più poliedrica e affascinante.
La storia di Cesare Baronio, il suo aspetto, l’umiltà di una vita sempre vissuta nella carità, nello studio, nella fede e nell’obbedienza hanno formato una grande personalità, creando un forte testimone del proprio tempo e l’Autore non di un semplice catalogo di opere, ma il Protagonista assoluto di un fertile laboratorio culturale.
Il convegno internazionale ha saputo incidere in profondità e si è concluso con un risultato positivo: aver raggiunto un efficace progresso scientifico degli studi sul cardinale sorano, come umanista e storico. Sono stati quattro giorni di intenso lavoro e di dibattito; un confronto a più voci, un vero “ascensore culturale”, sempre in azione verso l’alto. Dalla seduta di apertura fino a quella conclusiva, tutti i relatori hanno mostrato competenza, serietà, impegno, gratitudine, e a tratti, anche momenti di emozione, dibattendo su: “Contesto e metodo storiografico”,”Letteratura e storia: fonti e problemi”,”Agiografia, culto e liturgia”,”Archeologia, antiquitates, architettura sacra”. Nel corso della cerimonia di apertura ci sono stati gli interventi di saluto del vescovo, mons. Luca Brandolini, del sindaco di Sora, Cesidio Casinelli, del prefetto di Frosinone, Pietro Cesari, di Padre Edoardo Aldo Cerrato, Procuratore Generale della Confederazione dell’ Oratorio di S.Filippo Neri e di S.E. Raffaele Farina, successore di Cesare Baronio sia come archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, che come cardinale. L’appuntamento sorano è stata l’ultima presenza ufficiale di S.E. Raffaele Farina come arcivescovo, poiché Benedetto XVI lo ha elevato alla porpora recentemente, proprio subito dopo il convegno. Il preside Luigi Gulia ha introdotto i lavori mentre la prolusione è stata curata dal prof. Romeo De Maio, con il coordinamento del preside Claudio Basile. Per l’ultima sessione dei lavori, ospitata presso il comune di Sora, i convegnisti sono stati accolti dall’assessore Bruno La Pietra, che ha voluto anche proporre la possibilità di aprire degli studi e delle ricerche sul rapporto tra Baronio ed il problema dell’ecologia.“Baronio soggetto e fonte storiografica” è stato l’ambito tematico dell’ultima sessione, presieduta dallo storico Guido Pescosolido, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia della “Sapienza” di Roma. Con la presentazione di trentadue relazioni, i partecipanti si sono dichiarati soddisfatti degli eccellenti risultati scientifici prodotti e raggiunti. Tutti hanno inoltre espresso grande apprezzamento sulla proverbiale ospitalità sorana, ricca di cordialità e di umanità. Nella loro memoria, abbiamo compreso, resterà viva anche la signorile accoglienza nella città di Veroli. Qui ha compiuto i primi studi Cesare Baronio e qui il Sindaco, Giuseppe D’Onorio, ha salutato gli studiosi per la terza sessione sul tema “Letteratura e storia: fonti e problemi”, svoltasi nell’atmosfera tutta umanistica della sala consiliare e terminata con la visita alla prestigiosa Biblioteca Giovardiana.
Un primo bilancio del convegno è stato condotto nella tavola rotonda conclusiva. Sono stati espressi unanimi consensi sulla efficace unità tematica del progetto e sulla coerenza della sua realizzazione.
Guido Pescosolido ne ha sottolineato la sistematicità e l’originalità scientifica molto appropriatamente collocata nel tempo religioso, politico e culturale. Romeo De Maio, che da trent’anni è frequentatore entusiasta e animatore dei convegni sorani, ha definito il Baronio: “un galantuomo, un credente coerente, un intellettuale leale, un autentico umanista, un uomo di fatica della mente, alla ricerca della verità storica tra società devota e filologia”. Stefano Zen ha evidenziato quanto lo studio dei contesti abbia fatto emergere il carattere e il metodo laboratoriale dell’impresa di Cesare Baronio e quanto questo convegno abbia contribuito ad esaltare la peculiarità classica del suo latino, sfatando antichi pregiudizi privi di una vera analisi della scrittura e dello stile dello storico sorano. Del resto, ha commentato Herwart Roettgen, il convegno ha dimostrato la vivace giovinezza spirituale che anima la ricerca orientata a indagare la storia come testimone della forza delle istituzioni. Il discorso, a parere dell’olandese Touber, si è arricchito grazie anche al confronto tra culture e aree geo-politiche che il convegno ha favorito e che, secondo Ingo Herklotz, non solo è in continuità con i precedenti incontri promossi a Sora, ma di essi è eloquente progresso, perché siamo ormai alla terza generazione di studiosi ed è per tutti più chiara la presenza del Baronio nel contesto del suo secolo. Lo stesso Herklotz ha suggerito di dedicare un prossimo appuntamento alla fortuna critica del Baronio nel Seicento, argomento in verità già avviato nel convegno del 1979, come ha ricordato Luigi Gulia. Su questo aspetto hanno insistito, da punti di vista diversi e variegati, gli altri partecipanti alla tavola rotonda: Quantin della Sorbonne, Zuccari della Sapienza e Scorza Barcellona di Roma Tor Vergata. Di questi risultati e delle prospettive indicate si è dichiarato particolarmente contento il preside Luigi Gulia, animatore ed ideatore scientifico del convegno e presidente del Centro di Studi Sorani. E’stato proprio Luigi Gulia l’anima stessa di questo “evento” , organizzando alla perfezione il quarto appuntamento sorano con la collaborazione della Biblioteca Diocesana di Sora, “Card. Cesare Baronio”, diretta dal preside Claudio Basile. E Luigi Gulia , tra mille difficoltà, sta già lavorando, con il cuore e con la mente, ai prossimi, importanti impegni: la pubblicazione e presentazione degli Atti nel corso del 2008; la realizzazione della Mostra “Cesare Baronio: luoghi, immagini, cultura”; una biografia critica di Baronio e una edizione sistematica del suo carteggio. Sono progetti per i quali continuerà ad essere necessaria la collaborazione dei tanti e qualificati studiosi che in tutto il mondo dedicano la loro attenzione scientifica all’opera del grande storico sorano. Come suggerito, sarà anche possibile pubblicare “on line” gli “Annales” e le altre opere di Cesare Baronio? Qui si giocherà la credibilità e l’impegno delle Istituzioni pubbliche, che anche in questa occasione hanno avuto la prova della vocazione sorana ad essere centro di riferimento per gli studi su Cesare Baronio. Molto soddisfatto pure si è dichiarato il vescovo, Luca Brandolini, che ha seguito tutti i lavori del Convegno. Padre Luca Brandolini ha affermato di aver finalmente compreso le ragioni della profonda ammirazione di Giovanni XXIII per il Cardinale sorano. Il vescovo di Sora, nell’indirizzo di saluto iniziale, presso la chiesa di S. Maria Assunta di Sora, ha voluto definire gli “Annales” del Baronio, “un maestoso edificio”, degno di essere assimilato ad una grande cattedrale. “Gli Annales, ha detto , rappresentano un libro scritto, e la Cattedrale, dove si è tenuta la fase inaugurale del convegno, è un libro vivo, proprio di una comunità di credenti in cammino. Gli Annales, ha continuato, sono un libro tutto da leggere, spesso da scoprire e da approfondire, non soltanto dal punto di vista artistico, ma della storia “viva” della fede”.
Altro motivo di soddisfazione riguarda la presenza, durante le varie sessioni, di numerosi studenti dei locali Licei scientifico e classico, accompagnati da alcuni loro docenti. E’ auspicabile, allora, che l’opera di Cesare Baronio abbia un posto di rilievo nei programmi delle scuole cittadine, grazie alla sensibilità di quei docenti che hanno iniziato a capirne la portata nei diversi ambiti disciplinari della storia, dell’arte e della letteratura.
In occasione del convegno, il Centro di Studi Sorani ha pure pubblicato l’edizione italiana del libro “Riforma della Chiesa e trasformazioni sociali nell’Italia dell’XI secolo. Domenico di Sora e i suoi patroni” dello storico americano John Howe. Il libro è stato presentato ad un folto pubblico la sera del 12 ottobre nella suggestiva cripta dell’Abbazia di S. Domenico.
Si è creata una originalissima atmosfera di luci soffuse e di suoni simbolici. Hanno accolto gli ospiti don Felice Calò, l’abate dom Silvestro Buttarazzi ed il vescovo, padre Luca Brandolini. Luigi Gulia ha ripercorso la storia editoriale dell’opera, Paolo Golinelli dell’Università di Verona ha ribadito la novità di questo libro che dimostra il ruolo di Domenico nella riforma sociale dei costumi e della Chiesa, mentre l’autore John Howe con la simpatica inflessione “texana” del suo italiano, si è soffermato sulla complessità della ricerca dichiarando tuttavia l’entusiasmo per la figura del Santo e per la bellezza dei luoghi della sua missione e testimonianza. Una particolare soddisfazione per l’esito del Convegno è stata infine espressa da padre Edoardo Aldo Cerrato, Procuratore Generale dell’Oratorio:”Ho il piacere di dire, da queste pagine,un grazie davvero cordiale; e , se mi è permesso, di aggiungere che mi sento “sorano” per l’amicizia che a Sora ho trovato e per la vivacità culturale che mi ha affascinato”.
Il Convegno, perciò, non è stata una celebrazione di Cesare Baronio, ma la promozione del pensiero, dell’opera e della vastità culturale , umana e storica del cardinale sorano.
Il grande pannello, “il logo”, con il volto del Baronio, opera del grafico e maestro d’arte Gabriele Pescosolido, che ha fatto da “icona” all’intero Convegno, ora è stato rimosso dalla cattedrale di Sora. Ma restano fermi e forti gli insegnamenti e la vocazione culturale, storica ed umana di “Cesare Baronio”, “cardinale sorano”, l’ “Eusebio dei tempi moderni”, il “tralcio più schietto” di S. Filippo Neri, il “quinto evangelista”, il “santo senza candele”.
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