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400 personaggi in costume per ripresentare la corte dei
Conti di Ceccano al momento del suo massimo splendore: musici, ballerini,
giocolieri, cardinali e principi, cavalieri e dame, guerrieri ed arcieri, stemmi
e gonfaloni, giocolieri, la giostra dell'anello, tutti impegnati, domenica 15
giugno prossimo nel pomeriggio, a riportare Ceccano a quell’importante
ruolo che per due secoli svolse nei territori di Campagna e di
Marittima.
E’ naturalmente Annibaldo IV il protagonista del corteo: siamo nel 1350, l’anno del II
Giubileo. Il papa, Clemente VI, è ad Avignone:
dopo tante insistenze ha ceduto alle richieste dei romani, guidati da Cola di
Rienzo, perché si tenga un nuovo anno di perdono generale. Il giubileo si
svolge anche senza il papa: il pontefice manda a Roma un suo delegato. E’ un
principe della Chiesa, ricco, colto e potente, discendente della nobile
famiglia dei de Ceccano. E’ cardinale vescovo del Tuscolo, ha servito tre
pontefici, assolvendo importanti incarichi diplomatici tra le corti di
Inghilterra e di Francia, impegnate nella sanguinosa guerra detta dei Cent’anni. E’ uomo di profonda cultura: ha difeso lo zio, il grande Tommaso
d’Aquino, nella disputa teologica sulla visione beatifica. E’ stato rettore alla
Sorbona a Parigi, è amante dell’arte, protettore di Simone Martini e Matteo
Giovanetti, amico di Francesco Petrarca che gli rivolge la lettera De Avaritia
Romanorum Pontificum, sulla ricchezza della Chiesa.
Annibaldo lascia la sua
splendida residenza ad Avignone, oggi Mediatheque Ceccano, e, una volta
a Roma, adotta importanti provvedimenti per la sicurezza dei
pellegrini e suscita opinioni diverse. Cola Di Rienzo tenta di attentare alla
sua vita, Brigida, regina di Svezia, lo tratta a male parole, ma molti lo
ritengono un grande. Nel mese di giugno dello stesso 1350, Clemente VI lo invia
a Napoli, in ambasceria alla corte di Giovanna d'Angiò e Ludovico d'Ungheria. e
Annibaldo coglie l’occasione per visitare la sua città natale. Qui, l’attendono
la regina Giovanna, Francesco Petrarca, Simone Martini, Santa Brigida,
i conti di Ceccano, principi delle grandi famiglie della nobiltà romana,
alleate dei de Ceccano tramite attente politiche matrimoniali. A suo fratello
Tommaso II, signore di Ceccano nel 1350, il cardinale donerà lo stemma della
città, assisterà alla giostra dell'anello, consegnando ai vincitori il palio di
Egidia: nella piazza d’armi del Castello, assisterà alle esibizioni degli
sbandieratori, dei musici e dei ballerini e al termine riprenderà possesso del
manufatto fortificato, con il giuramento del Conte e la musica di corte. Il
corteo storico, organizzato dal Comune di Ceccano, ha come protagonisti i
ragazzi del Liceo Scientifico Martino Filetico, dell'Itc di Ceccano, della
Direzione Didattica I Circolo: assieme a loro partecipano la Pro Loco di Ceprano
e quella di Villa S. Stefano, i cavalieri di Amaseno, il coro Josquin Des Pres,
il coro Novi Cantores, il coro di Villa S. Stefano, diretti rispettivamente da
Mauro Gizzi, Giandomenico Gravina e Guido Iorio. Il coordinamento generale è
della prof.ssa Stefania Alessandrini, responsabile del progetto Annibaldo al
Liceo Scientifico. Il corteo prenderà l'avvio alle ore 17 dal Liceo Scientifico
e dall'Itc.
Potete trovare le foto del Corteo Storico su www.ceccanoonline.it e su http://liceoceccano.wordpress.com/
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